Quattro anelli tra le dita by Roberto Paravagna;

Quattro anelli tra le dita by Roberto Paravagna;

autore:Roberto Paravagna; [Paravagna;, Roberto]
La lingua: ita
Format: epub
editore: edigita
pubblicato: 2023-08-15T22:00:00+00:00


32 Ivi, p. 173

33 Ivi, p. 180

34 Ivi, p. 357

35 B. Epstein, op. cit., p. XIV

36 Ivi, p. XIII

37 M. Seth, op. cit., p. 186

38 Ivi, p. 188

39 Ivi, p. 198

40 Ivi, p. 199

5. SI RICOMINCIA DA CAPO

Con la consapevolezza di tenere il classico piede in due scarpe e prima che il 1969 giungesse a termine, e poco tempo prima che i Beatles si separassero, Ringo si lanciò in un’impresa chiamata SENTIMENTAL JOURNEY, un viaggio sentimentale di nome e di fatto che costituiva il suo primo album da solista, un omaggio alla musica che la madre Elsie amava, come egli stesso rivelò quasi a contrastare la tiepida accoglienza della critica all’album.

SENTIMENTAL JOURNEY è un viaggio a ritroso nel tempo, con un che di nostalgia necessaria a ricreare le atmosfere del passato, una specie di raccolta di successi cantati da personaggi noti del palcoscenico tra gli anni Trenta e Cinquanta, come l’attrice Doris Day, il trombettista Louis Armstrong, il divo del cinema musicale Fred Astaire e altri.

Grazie alla buona pubblicità fatta attraverso lo show americano di Ed Sullivan al quale i Beatles avevano partecipato nel 1964, quell’album riuscì in qualche maniera a posizionarsi in classifica.

A parte la sua personale voglia di accontentare i gusti di sua madre con tutti quei successi risalenti in generale agli anni Quaranta, i veri gusti del batterista in fatto di musica erano altri, la sua antica passione per il country-western era risaputa, ed emerse con la produzione del secondo album da solo, BEAUCOUPS OF BLUES, un disco impostato tutto su quel genere, prodotto da Peter Drake e George Harrison.

La dinamica attraverso la quale Ringo giunse alla realizzazione di quel disco ebbe una gestazione particolare e tutto era nato dal suo coinvolgimento nella registrazione di alcuni brani contenuti nel triplo album di Harrison ALL THINGS MUST PASS.

Era risaputo che Ringo era l’unico dei quattro Beatles ad avere rapporti di lavoro continuativi con gli altri tre ed era all’ordine del giorno che stesse lavorando in quello specifico caso con George il quale, a sua volta, doveva lavorare con quel Peter Drake noto – tra l’altro – per essere un ottimo chitarrista di pedal steel guitar, oltre al fatto di avere lavorato con Bob Dylan, come nel notissimo NASHVILLE SKYLINE.

Ringo mandò un’auto a prendere Drake all’aeroporto, e durante il viaggio il musicista americano ebbe modo di notare molte cassette di country-western sparse all’interno dell’auto, e una volta arrivato in studio e incontrato il batterista, la prima domanda fu sul motivo della sua passione per il country. Ringo rispose confermando che l’aveva sempre avuta, e Drake, con la promessa di tenerlo occupato solo pochi giorni in studio, lo invitò ad andare a Nashville per registrare il suo prossimo album. La proposta fu accettata e il disco venne registrato in quella località anziché a Londra com’era nei progetti iniziali per restare nell’atmosfera tipicamente country della città americana, nota per esserne la capitale mondiale.

Così, dopo pochi giorni, Ringo si ritrovò in sala d’incisione insieme con Drake che si era portato appresso molti musicisti d’eccezione, come D.



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